Parrocchia santissima trasfigurazione
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Il rapporto tra preghiera e catechesi sembra quasi ovvio, ma la prassi dimostra che non lo è affatto. In una cultura che procede verso una progressiva scristianizzazione, occorre recuperare la grammatica elementare della vita spirituale attraverso una sapiente iniziazione alla preghiera.

La preghiera, nel senso più profondo del termine, è certamente in relazione alla liturgia “fonte e culmine della vita cristiana”, ma non solo. La stessa Costituzione conciliare “Sacrosantum Concilium” al n. 12 così si esprime: “La vita spirituale tuttavia non si esaurisce nella partecipazione alla sola liturgia. Il cristiano, infatti benché chiamato alla preghiera in comune, è sempre tenuto a entrare nella propria stanza per pregare il Padre in segreto”. E’ compito della catechesi non tanto “far pregare”, quanto piuttosto iniziare al “gusto” della preghiera attraverso una graduale introduzione alla presenza di un Dio che parla prima ancora di ascoltare. Una seria educazione alla preghiera non può pertanto non far riferimeto a modalità tipicamente bibliche, nelle quali Dio è presentato come Colui che chiama l’uomo all’esistenza e alla fede, e a questa presenza l’uomo risponde con le sue parole e con tutta la sua vita. Bisogna dunque evitare l’errore, molto comune nella catechesi, di identificare la preghiera con l’espressione di formule e rituali di inizio e chiusura degli incontri che dà per scontato il senso della preghiera per la vita e che non esprime l’interiorità e il mistero dell’uomo.

La preghiera, nel vangelo, appare come l’arte di sapersi rapportare a Dio non solo con le parole ma con tutta la nostra vita. La stessa domanda dei discepoli nel vangelo di Luca “Signore, insegnaci a pregare” (Lc 11) parte dal presupposto di come l’uomo sia strutturalmente incapace di rivolgersi a Dio. Solo lo Spirito può guidare l’uomo ad una progressiva conoscenza non solo di Dio, ma anche della profondità del cuore dell’uomo (cfr. S. Pl).

In relazione a questo importante aspetto l’Ufficio Catechistico Diocesano propone tre serate di approfondimento nella forma laboratoriale, e cercherà di rispondere a queste domande: cosa significa iniziare?
Quale iniziazione per ub contesto culturale diverso rispetto alle generazioni passate? Come rispondere alle sollecitazioni che arrivano dai media a dai social network?

Il percorso di formazione dei catechisti che l’UCD da avvio in questo nuovo Anno Pastorale, vuole procedere in questa direzione e intende offrire strumenti per accompagnare i processi di apprendimento di fanciulli e ragazzi sui temi legati ad una sana e corretta idea di “vita spirituale”, alla preghiera e alla liturgia.

Gli incontri saranno guidati da don Maurizio Mirai, direttore dell’Ufficio Catechistico di Iglesias e si svolgeranno nel Centro Diocesano di Teologia, nei giorni martedì 17, mercoledì 18 e giovedì 19 ottobre dalle ore 18.30 alle ore 20.30 secondo il programma che indicato. A tali incontri possono partecipare tutti coloro che, a diverso titolo, sono interessati alle tematiche in oggetto.

Il Direttore          
Don Alessandro Enna

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22 settembre 2017 Letto 77 volte

 Gentilissimi genitori dei bambini e dei ragazzi

della Catechesi parrocchiale

LL. SS.

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